Siti aziendali:
Realizzazione siti internet Reggio Emilia:
rifare senza buttare via
Molti dei progetti che seguiamo non sono siti nuovi: sono siti da rifare che però portano già visite.
È una situazione delicata. Un sito online da anni ha pagine posizionate su Google, indirizzi conosciuti e una fiducia accumulata che non si vede ma esiste. Rifarlo senza tenerne conto significa ripartire da zero, e i risultati si vedono un mese dopo, quando le visite crollano.
La differenza fra un rifacimento fatto bene e uno fatto in fretta sta in un lavoro poco appariscente: mappare le pagine esistenti, capire quali portano traffico e assicurarsi che ogni vecchio indirizzo porti al posto giusto.
È la prima cosa che prepariamo in un progetto di realizzazione siti internet a Reggio Emilia, prima della grafica.
Perdere cinque anni di posizionamento richiede due settimane di disattenzione.
Come lavoriamo:
online prima, perfetto dopo
Preferiamo mettere online un sito solido e completo nelle parti che contano, piuttosto che aspettare che sia perfetto ovunque.
Il motivo è pratico: un sito online produce dati. Si vede da dove arrivano le persone, quali pagine leggono, dove si fermano. Dopo due mesi si sa cosa migliorare, e si migliora con cognizione invece che per opinione.
Aspettare la perfezione significa in genere ritardare di mesi il momento in cui il sito comincia a rendere, e discutere nel frattempo di dettagli che nessuno noterà.
Questo non vuol dire pubblicare cose incomplete: le parti che ci sono devono funzionare bene.
Un sito è un lavoro che continua. Trattarlo come un’opera da inaugurare è il modo più caro di farlo.
Chi lo aggiorna dopo:
la domanda che decide la tecnologia
La scelta tecnica dipende meno da cosa deve fare il sito e più da chi ci metterà le mani fra sei mesi.
Un sito che funziona per un’azienda può essere inutile per un’altra, e il territorio di Reggio Emilia le ospita entrambe.
Il reggiano vive di meccanica agricola, ceramica, agroalimentare e moda. Una provincia di medie imprese esportatrici, tecniche, con un patrimonio di storie industriali quasi mai raccontate.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Reggio Emilia racconta come lavoriamo sull’insieme.
Se in azienda c’è una persona che aggiornerà pagine e contenuti con regolarità, serve un pannello semplice e comprensibile, anche a costo di qualche libertà in meno. È il caso più comune e il motivo per cui usiamo spesso WordPress: lo conoscono in tanti e non vi lega a noi. Su progetti con molti contenuti, più redattori o strutture editoriali articolate lavoriamo con Drupal, che su quel terreno regge meglio.
Se invece il sito cambia una volta l’anno, si può costruire in modo più essenziale e prevedere qualche intervento nostro quando serve.
La domanda va fatta all’inizio, perché la risposta cambia l’impianto.
Un sito che nessuno aggiorna dopo due anni racconta un’azienda che non c’è più.
Come siamo fatti:
Chi lavora
al vostro sito
Un sito aziendale mette insieme mestieri diversi, e questo è il motivo principale per cui ci si rivolge a una struttura invece che a una persona sola.
Serve chi imposta la struttura e gli obiettivi, chi progetta le pagine, chi sviluppa, chi scrive i testi, chi si occupa che il sito si trovi su Google, chi controlla che tutto funzioni prima di pubblicare.
In Dexa siamo oltre quaranta persone e lavoriamo nello stesso studio: chi scrive e chi sviluppa si parlano mentre il lavoro procede.
Siamo attivi a Reggio Emilia e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e la maggior parte dei clienti è altrove.
Gli incontri servono all’inizio e nei passaggi importanti. Il resto si fa a distanza.
Quanto costa un sito:
le variabili che contano
Non esiste un listino, e chi ne ha uno vi sta vendendo un prodotto, non un progetto. Le variabili però sono poche e verificabili.
Quante pagine e quanto diverse fra loro. Venti pagine tutte uguali costano meno di cinque tutte diverse.
Chi scrive i contenuti. È la voce che sposta di più il preventivo, e la più sottovalutata.
Cosa deve fare oltre a informare. Area riservata, preventivatore, prenotazioni, collegamenti al gestionale: ognuna è un progetto dentro il progetto.
Se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare, va messo in conto il lavoro di analisi e redirezione.
Quante lingue. Ogni lingua è contenuti nuovi, non una traduzione automatica.
Chiedete sempre cosa non è compreso. È lì che stanno le sorprese.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Non necessariamente, ed è la prima cosa che verifichiamo.
Guardiamo quante visite arrivano e da dove. Se il sito riceve poche visite, il problema non è il sito: è che non vi trova nessuno, e rifarlo non cambierà niente.
Se invece le visite ci sono ma non si trasformano in contatti, si guarda dove si fermano le persone. Spesso la causa è circoscritta: una pagina che non spiega cosa fate, un modulo troppo lungo, un numero di telefono difficile da trovare, tempi di caricamento lunghi sul telefono.
In parecchi casi si sistema con interventi mirati che costano una frazione di un sito nuovo. Se invece il problema è che non vi trova nessuno, il lavoro è un altro: lo trovate descritto in web agency a Reggio Emilia.
Per un sito aziendale di media dimensione, dalle otto alle sedici settimane.
Lo sviluppo in sé ha tempi prevedibili. Quello che fa slittare i progetti sono quasi sempre i contenuti: testi da approvare, foto da fare, materiali da recuperare. È la parte che dipende da persone che hanno anche un altro lavoro.
Per questo all’inizio decidiamo chi produce cosa e con che tempi. Se i contenuti li scriviamo noi, i tempi sono più prevedibili ma il costo sale. Se li scrivete voi, costa meno e serve che qualcuno ci dedichi tempo davvero.
Per i rifacimenti va aggiunta la fase di analisi e mappatura del sito esistente, che richiede una o due settimane e ne fa risparmiare molte dopo.
Il rischio c’è ed è concreto, ma è evitabile quasi del tutto: quando succede è per un errore, non per fatalità.
Prima di rifare misuriamo quali pagine portano visite e da quali ricerche. Poi si costruisce la mappa delle redirezioni: ogni vecchio indirizzo deve portare alla pagina nuova corrispondente. Le pagine che spariscono si indirizzano al contenuto più vicino, non tutte alla home, che è l’errore più diffuso.
I contenuti che portano traffico da anni si conservano e si migliorano, invece di essere cancellati perché sembrano vecchi.
Dopo la pubblicazione teniamo sotto controllo le visite per sei settimane: se qualcosa cala, si individua subito dove. È la differenza fra un calo di una settimana e un danno di sei mesi.
Si può fare in tre modi, e vanno decisi all’inizio perché è la voce che determina i tempi.
Li scriviamo noi, dopo aver intervistato chi in azienda conosce prodotti e clienti. È la strada più veloce e ha un costo. Li scrivete voi, con una traccia che vi diamo: costa meno e richiede tempo vero da parte di qualcuno.
Oppure si parte da quello che avete, cataloghi e presentazioni, e lo si riadatta: è la via di mezzo che usiamo più spesso.
Quello che non funziona è rimandare la decisione: il sito si ferma in attesa di testi che nessuno ha il tempo di scrivere. Succede regolarmente, ed è il motivo per cui certi progetti durano un anno.
Un sito fatto bene parte con le basi a posto: struttura leggibile, pagine veloci, contenuti organizzati come le persone cercano.
Questo non basta a posizionarsi su ricerche competitive. Farsi trovare è un lavoro continuativo: contenuti che rispondono a domande vere, pagine dedicate ai servizi che contano, tempo.
Quello che facciamo in ogni progetto è non partire svantaggiati e impostare le pagine principali su ciò che le persone cercano davvero, non sul linguaggio interno dell’azienda. È una differenza che si vede.
Se poi c’è l’obiettivo di posizionarsi su ricerche specifiche, è un lavoro a parte: se ne parla nella pagina sulla SEO a Reggio Emilia, con obiettivi e tempi propri.
Misura:
Da dove arrivano le persone e cosa fanno. Dopo due mesi si migliora con i dati, non con le opinioni.
Obiettivo:
Cosa deve ottenere il sito: richieste, telefonate, ordini. Deciso prima, altrimenti si discute solo di colori.
Struttura:
Quali pagine e cosa contiene ciascuna, scritto anche nelle esclusioni. È il documento che evita le discussioni a metà lavoro.
Contenuti:
Testi e foto: la fase più lenta di ogni progetto. Chi li produce si decide all’inizio, non dopo la grafica.
Progettazione:
Le pagine che contano, prima sullo schermo del telefono. Da lì arriva la maggior parte delle visite.
Sviluppo:
La fase con i tempi più prevedibili. Se un progetto ritarda, quasi mai è per colpa di questa.
Raccontaci cosa fai e a chi lo vendi. Ti diciamo che tipo di sito serve, quanto dura e da cosa dipende il prezzo.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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