Posizionamento:
Agenzia SEO Reggio Emilia:
cosa si può promettere e cosa no
Cominciamo da quello che nessuno può garantire, perché è il motivo per cui molte aziende si sono già bruciate una volta.
Nessuno controlla i risultati di ricerca. Si può lavorare perché un sito meriti di stare più in alto, e si può misurare se sta succedendo. Ma chi vi garantisce la prima posizione su una parola specifica vi sta vendendo qualcosa che non ha.
Quello che un’agenzia SEO a Reggio Emilia può promettere è diverso: dirvi su cosa vale la pena lavorare, fare le cose che servono, e mostrarvi ogni mese i numeri veri, anche quando non si muovono.
È meno entusiasmante di una promessa, e regge alla prova dei fatti.
Se qualcuno vi garantisce posizioni, chiedetegli cosa succede se non le raggiunge. La risposta di solito chiarisce tutto.
Come lavoriamo:
poche pagine per volta, misurate
Non produciamo contenuti a volume. Lavoriamo su poche pagine per volta e verifichiamo cosa succede prima di andare avanti.
Il motivo è che ogni mercato reagisce in modo diverso, e quello che funziona in un settore non funziona in un altro. Le prime pagine servono anche a capire come si comporta il vostro.
Su ciascuna si guarda la stessa cosa: su quali ricerche compare, in che posizione, quante visite porta, e soprattutto se quelle visite fanno qualcosa.
Dopo tre o quattro mesi si sa dove conviene insistere. A quel punto si accelera, con cognizione.
Cento pagine pubblicate insieme producono un rapporto lungo e nessuna informazione utile.
I rapporti:
come leggerli senza farsi raccontare storie
I rapporti SEO sono il posto dove si nasconde più fumo del settore. Vale la pena sapere cosa guardare.
C’è chi compete con tutta Italia e chi solo con il vicino di capannone: nel territorio di Reggio Emilia succedono entrambe le cose.
Il reggiano vive di meccanica agricola, ceramica, agroalimentare e moda. Una provincia di medie imprese esportatrici, tecniche, con un patrimonio di storie industriali quasi mai raccontate.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Reggio Emilia.
Numeri che non dicono niente: posizioni su parole che nessuno cerca, punteggi inventati dagli strumenti, numero di parole chiave “monitorate”, grafici di visibilità complessiva.
Numeri che contano: visite dalla ricerca non di marca, cioè escludendo chi cercava già il vostro nome; quante di queste visite fanno qualcosa; posizioni sulle ricerche che avete deciso insieme all’inizio; quante pagine portano almeno una visita.
L’ultimo è il più onesto: dice se il sito nel suo insieme sta funzionando o se tutto dipende da due pagine fortunate.
Se un rapporto non separa le ricerche di marca dalle altre, sta gonfiando i numeri.
Chi ci lavora:
Chi lavora
al posizionamento
La SEO fatta seriamente mette insieme tre mestieri, e raramente stanno nella stessa persona.
Serve chi analizza le ricerche e i dati, chi sa mettere le mani sul sito per la parte tecnica, chi scrive contenuti che una persona legga volentieri.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, quindi quando una sistemazione tecnica va fatta non si apre una pratica con un altro fornitore: si fa.
Siamo attivi a Reggio Emilia e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
È un lavoro che si fa interamente a distanza, tranne le conversazioni iniziali che servono a capire il mercato.
Quanto costa la SEO:
da cosa dipende
Il costo dipende da poche variabili, e la prima non riguarda voi ma il vostro mercato.
Quanto è competitivo il settore. Posizionarsi su una nicchia tecnica richiede una frazione del lavoro necessario in un mercato affollato. È la variabile che pesa di più e si valuta prima, guardando chi c’è davanti.
In che stato è il sito. Un sito con problemi tecnici seri richiede una fase iniziale di sistemazione. Un sito sano parte avvantaggiato.
Quanti contenuti servono e chi li scrive. È la voce ricorrente principale.
Su quante aree volete lavorare. Una città, una regione o tutta Italia sono impegni diversi.
Diciamo prima se il vostro settore è fuori portata per il budget disponibile. Capita, ed è meglio saperlo subito.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
Dal capire se il problema è che il sito non è trovabile o che nessuno cerca quello che offrite in quel modo.
Sono due situazioni diverse. Nella prima ci sono ostacoli tecnici o contenuti che non rispondono a nessuna ricerca reale: si sistemano e qualcosa si muove. Nella seconda il sito è a posto ma parla un linguaggio che le persone non usano quando cercano, e allora il lavoro è sui contenuti.
Si capisce in poche ore guardando Search Console, se è attiva, e le ricerche del vostro settore. Se non è mai stata configurata, la prima cosa da fare è quella: senza, si lavora a sensazione.
Capita anche di trovare siti che risultano invisibili per un errore di configurazione. Raro, ma succede, ed è la buona notizia possibile.
No, e la pubblicazione a calendario è uno degli sprechi più diffusi.
Quello che conta è avere pagine che rispondano meglio delle altre a domande che le persone fanno davvero. Dieci pagine di questo tipo valgono più di cento articoli scritti per riempire.
La differenza è anche economica: produrre contenuti generici costa, occupa tempo di qualcuno in azienda per le revisioni, e non produce niente.
Nei progetti che seguiamo il ritmo lo decidono i dati: si guarda su quali ricerche c’è spazio, si producono le pagine che servono, si verifica cosa succede. In certi periodi significa poche pagine molto curate, in altri un lavoro più intenso su un’area specifica.
Il momento in cui producono e cosa resta quando si smette.
Una campagna a pagamento porta visite dal primo giorno e le smette il giorno in cui la spegnete. È lo strumento giusto quando serve subito, quando c’è una stagionalità da cogliere, o quando si vuole verificare in fretta se una parola porta clienti.
La SEO è lenta e resta: una pagina posizionata continua a portare visite senza costo per clic. È un investimento che si accumula.
Per la maggior parte delle aziende la combinazione giusta è usarle insieme, con pesi che cambiano nel tempo: all’inizio più pubblicità, poi sempre meno man mano che il posizionamento cresce. Le campagne servono anche a capire quali parole portano clienti veri, prima di investirci mesi di SEO.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Sì, e per molte attività è la parte che rende di più.
Le ricerche fatte con un’indicazione di luogo o da un telefono in zona hanno una classifica propria, con criteri diversi dal posizionamento generale. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e come vengono gestite, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un terreno meno affollato: molti concorrenti locali non se ne occupano affatto, quindi i risultati arrivano prima e costano meno.
Per un’attività che lavora su un territorio, questo è spesso il primo intervento da fare, prima di pensare a posizionamenti nazionali: ne parliamo in dettaglio nella pagina su Google My Business a Reggio Emilia.
Sì, sempre, e su questo non facciamo eccezioni.
Search Console, gli strumenti di analisi delle visite e la scheda dell’attività vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con le autorizzazioni che ci date, e che potete togliere quando volete.
Il motivo è pratico prima che etico: sono i vostri dati storici. Se un domani cambiate fornitore, chi arriva deve poter vedere cosa è successo negli anni precedenti. Ricominciare senza storico è un danno concreto.
Lo stesso vale per il lavoro fatto: analisi e documenti sono vostri, scritti in modo che un’altra agenzia possa riprenderli.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. È un lavoro che si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su dati, sito e contenuti.
L’unica parte che richiede conversazione vera è l’inizio, quando bisogna capire il mercato, i prodotti e chi sono i concorrenti che contano. Quella si può fare in videochiamata, ma va fatta con calma e con le persone giuste, di solito chi vende.
Se si lavora sulla ricerca locale per una zona specifica, la conoscenza del territorio conta, e la costruiamo con voi.
Analisi:
Cosa cercano le persone del vostro mercato e con che parole. Quasi mai sono quelle che usa l’azienda al proprio interno.
Concorrenti:
Chi sta davanti e con cosa. Dice in poche ore se un settore è alla portata del budget o no.
Tecnica:
Velocità, struttura, duplicati, indicizzazione. Si sistema una volta e poi si controlla: sono i problemi che bloccano tutto il resto.
Contenuti:
Pagine che rispondano meglio di quelle già in classifica. Dieci buone valgono più di cento generiche, e costano meno.
Locale:
Scheda Google, dati coerenti negli elenchi, recensioni. Meno affollato del posizionamento nazionale e più rapido.
Autorevolezza:
Che siti pertinenti vi citino, per ragioni vere. Lenta. I collegamenti comprati sono un rischio che resta al cliente.
Se ti hanno già promesso la prima posizione e non è arrivata, raccontaci com’è andata. Capire cosa è stato fatto prima serve più di qualsiasi analisi.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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