Negozi online:
E-commerce Sondrio:
la piattaforma è l’ultima decisione
Quasi tutti ci chiamano avendo già deciso la tecnologia. Un conoscente ha consigliato Shopify, il commercialista ha sentito parlare di WooCommerce, il fornitore usa Magento.
È una decisione che arriva troppo presto. Quale piattaforma convenga dipende da cose che vengono prima: quanti prodotti hai, quanto cambiano nel tempo, se vendi ai privati o alle aziende, se hai un gestionale che deve parlare con il sito, se spedisci in Italia o anche fuori.
Chi si occupa di e-commerce a Sondrio dovrebbe farti queste domande prima di nominare un software.
Su duecento prodotti stabili e clienti privati vanno bene quasi tutte. Su quindicimila codici con listini diversi per cliente, la scelta si riduce a due e sbagliarla costa il doppio del progetto.
La tecnologia è una conseguenza. Metterla in cima è il modo più comune di pagarla due volte.
Come si sceglie la piattaforma:
quattro strade e quando prenderle
Non esiste la piattaforma migliore. Esiste quella adatta al tuo catalogo e a chi lo dovrà gestire.
Shopify. Canone mensile, poca manutenzione, si parte in fretta. Ottima per cataloghi contenuti e vendita ai privati. Meno adatta quando servono logiche di prezzo complesse o integrazioni profonde con il gestionale.
WooCommerce. Costruito su WordPress, economico da avviare, comodo se il sito esiste già e il contenuto conta quanto il prodotto. Richiede più attenzione agli aggiornamenti di quanta ne immagini chi lo sceglie per risparmiare.
PrestaShop. Buon compromesso su cataloghi medi, diffuso in Europa, con una comunità ampia di moduli. Va tenuto in ordine, altrimenti diventa un accumulo di estensioni che litigano fra loro.
Magento. La scelta per cataloghi grandi, più magazzini, listini differenziati e vendita B2B. Costa di più, in sviluppo e in gestione, e ha senso solo sopra una certa dimensione.
Se nessuno ti fa domande prima di rispondere, ti sta vendendo quello che sa fare.
Perché un negozio online non vende:
i motivi ricorrenti
Ci arrivano spesso progetti già fatti che non stanno rendendo. I motivi si somigliano.
I margini e le abitudini di acquisto cambiano da settore a settore, e attorno a Sondrio i settori convivono.
In Valtellina turismo di montagna, vino e agroalimentare di nicchia convivono con una piccola industria molto specializzata. Un mercato dove la stagionalità decide quando conviene farsi vedere.
Se invece il sito deve informare e non vendere, la pagina è realizzazione siti internet a Sondrio.
Non ci arriva nessuno. È il caso più frequente. Il sito è fatto bene, ma nessuno ha lavorato su come farlo trovare e non c’è budget per le campagne.
Arrivano le persone sbagliate. Traffico che cerca informazioni e non prodotti, oppure campagne impostate su parole generiche che portano curiosi.
Arrivano, guardano, se ne vanno. Foto povere, descrizioni copiate dal fornitore, costi di spedizione che compaiono all’ultimo passaggio, registrazione obbligatoria per comprare.
Comprano una volta sola. Nessuno li ha più contattati. Riportare un cliente che ha già comprato costa una frazione di quanto costa trovarne uno nuovo.
Prima di rifare tutto guardiamo i numeri: quante visite, da dove, quanti carrelli, dove si fermano. Di solito il problema è uno solo, e rifare il sito non era la risposta.
Il team:
Come lavoriamo:
poche persone, sempre le stesse
Preferiamo squadre piccole e stabili. Su un e-commerce chi conosce il catalogo e le abitudini dell’azienda lavora al doppio della velocità.
Il gruppo di lavoro tipico è di tre o quattro persone: chi progetta, chi sviluppa, chi segue contenuti e posizionamento, più il referente che tiene i rapporti. Sono le stesse dall’inizio alla fine.
Siamo più di quaranta in tutto, quindi quando serve una competenza specifica, un’integrazione particolare o una lingua in più, si aggiunge senza cercarla fuori.
Operiamo sul territorio di Sondrio e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, vicino a Brescia.
Il nostro metro è banale: quanti dei clienti che hanno aperto con noi vendono ancora dopo tre anni.
Il prezzo:
tre fasce e cosa cambia davvero
Per dare un ordine di grandezza, i progetti di vendita online si dividono grosso modo in tre.
Il negozio essenziale. Catalogo contenuto, piattaforma in abbonamento, nessuna integrazione, spedizioni standard. Si apre in poche settimane e serve a validare: si vende o no.
Il negozio di un’azienda strutturata. Centinaia o migliaia di prodotti, dialogo con il gestionale, più metodi di pagamento e spedizione, forse una seconda lingua. È la fascia in cui sta la maggior parte dei nostri progetti.
Il progetto complesso. Vendita alle aziende con listini per cliente, più magazzini, mercati esteri, configuratori di prodotto. Qui il lavoro grosso non è il sito: è far combaciare i processi.
Dentro ogni fascia la variabile più pesante sono le integrazioni: collegare un gestionale può costare quanto tutto il resto.
Diciamo in quale fascia siete prima di preventivare, così si discute su numeri veri.
Dipende da quattro cose: quanti prodotti, quante integrazioni con i sistemi che già usate, se vendete ai privati o alle aziende, quante lingue.
Un negozio essenziale con catalogo contenuto e nessuna integrazione sta su cifre molto diverse da un progetto collegato al gestionale con listini differenziati. Fra i due estremi il rapporto è facilmente di uno a dieci, quindi un prezzo dato al telefono non vuol dire niente.
Quello che possiamo fare subito è dirvi in quale fascia siete e quali voci peseranno di più. Di solito sono le integrazioni e i contenuti dei prodotti, non la grafica.
Nel preventivo mettiamo anche il costo di gestione annuale e quello per farsi trovare: senza quelle due voci il conto è incompleto e si scopre dopo.
Dipende da chi sei e da cosa vendi, e sono due risposte diverse.
Shopify conviene quando vuoi partire in fretta, hai un catalogo gestibile e preferisci un canone che comprende hosting, aggiornamenti e sicurezza. In cambio hai meno libertà su integrazioni e logiche di prezzo particolari.
WooCommerce conviene quando hai già un sito WordPress, il contenuto conta quanto il prodotto e vuoi controllo pieno. In cambio la manutenzione è a carico tuo o di chi ti segue, e va fatta davvero.
Se il catalogo è grande o vendi alle aziende con listini differenziati, la domanda giusta di solito non è questa: si guarda a PrestaShop o Magento.
Quasi sempre sì, e nella maggior parte dei casi conviene.
Il collegamento serve a far viaggiare giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini senza che qualcuno li ricopi a mano. Il risparmio non è tanto di tempo quanto di errori: vendere un prodotto esaurito costa un cliente.
Quanto costa dipende dal gestionale. Alcuni hanno già un modo pulito per scambiare dati, altri richiedono un lavoro su misura che può pesare quanto il resto del progetto.
È una delle prime cose che verifichiamo, perché cambia il preventivo più di quasi ogni altra scelta.
Cambia parecchio, al punto che è un altro progetto.
Nella vendita alle aziende servono prezzi diversi per cliente, sconti a scaglioni, ordini ripetuti e riordini rapidi, pagamenti differiti, gestione di più utenti della stessa azienda. Il percorso di acquisto somiglia più a un portale che a un negozio.
Anche l’obiettivo è diverso: non si cerca il cliente nuovo a ogni ordine, si rende comodo riordinare a chi già compra. Spesso il risultato più concreto è che i commerciali smettono di prendere ordini per telefono.
Ce ne occupiamo, e in quel caso l’impianto e la piattaforma si scelgono di conseguenza.
Spesso no, ed è la prima cosa che verifichiamo.
Prima di proporre di rifare guardiamo i numeri: quante visite arrivano, da dove, quante persone mettono qualcosa nel carrello e in che punto si fermano. Da lì si capisce se il problema è il traffico, il tipo di traffico o il sito.
Nella maggior parte dei casi il problema è a monte: non ci arriva nessuno, oppure arrivano persone che non cercavano quel prodotto. Rifare il sito in quelle condizioni non cambia niente e costa parecchio.
Quando invece il sito perde le persone in fase di acquisto, si interviene su quei passaggi, che di solito sono pochi e identificabili.
Si può fare in tre modi e vanno decisi all’inizio, perché è la voce che fa slittare i tempi più di ogni altra.
Li fate voi, ed è la strada più economica se avete già materiale decente e qualcuno che può dedicarci tempo. Li facciamo noi, e allora vanno messi a preventivo: le schede prodotto sono anche il contenuto che vi fa trovare su Google. Oppure si parte da quello che passa il fornitore e si migliora dove serve.
L’ultima strada è la più diffusa ed è anche la più rischiosa: descrizioni identiche a quelle di altri cento negozi non aiutano nessuno a sceglierti.
Sui prodotti che fanno il fatturato conviene sempre scrivere qualcosa di proprio.
Ci sono tre voci e vanno guardate insieme.
La prima è tecnica: hosting o canone della piattaforma, aggiornamenti, sicurezza, backup. Su una piattaforma in abbonamento è un costo prevedibile; su una installata dipende da quanto è complesso l’impianto.
La seconda è la gestione: aggiornare il catalogo, i prezzi, le promozioni. Può farla l’azienda o possiamo farla noi, ma qualcuno la fa.
La terza, la più pesante, è farsi trovare: campagne, posizionamento, contenuti. Non è una spesa accessoria, è quella che determina se il negozio vende.
Mettiamo tutte e tre nel preventivo iniziale, perché scoprirle dopo è il modo più comune di abbandonare un progetto a metà.
Clienti:
Far tornare chi ha già comprato costa una frazione rispetto a trovarne di nuovi. È la leva più redditizia e la meno usata.
Numeri:
Visite, conversione, valore medio dell’ordine, costo per ordine acquisito. Senza questi quattro si naviga a sensazione.
Analisi:
Se il prodotto regge la vendita online e a quali condizioni. Margine, peso, concorrenza e costo di spedizione dicono quasi tutto prima di spendere una riga di codice.
Piattaforma:
Shopify, PrestaShop, Magento o WooCommerce. Si sceglie sul catalogo e su chi dovrà gestirlo, non sulle mode del momento.
Catalogo:
Struttura di categorie, varianti e filtri. È la parte che decide se una persona trova quello che cerca o esce dopo venti secondi.
Schede:
Descrizioni e foto che fanno vendere e che vi fanno trovare. Copiare quelle del fornitore vi mette in coda a cento negozi identici.
Raccontaci cosa vendi e a chi. Ti diciamo se ha senso venderlo online, con quale piattaforma e cosa serve davvero per partire.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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