Sito e dintorni:
Web agency a Novara:
quando conviene chiamarne una
Non serve un’agenzia per mettere online una vetrina. Serve quando il digitale deve portare lavoro e smette di essere un adempimento.
I segnali sono sempre gli stessi. Il sito è fermo da anni e nessuno sa più come modificarlo. Le richieste arrivano solo dal passaparola. C’è un e-commerce che vende meno dei banchi in fiera. Qualcuno ha comprato pubblicità e nessuno sa dire cosa abbia prodotto.
Il lavoro di una web agency a Novara è rimettere ordine e poi costruire: struttura, contenuti, traffico, misurazione.
A volte il primo intervento è piccolo e cambia molto. A volte serve rifare da capo, e in quel caso lo diciamo con i motivi.
Quello che non facciamo è preventivare un sito nuovo per abitudine.
Di cosa ci occupiamo:
dal progetto alla manutenzione
Un progetto digitale non finisce il giorno della pubblicazione. È il giorno in cui comincia a servire a qualcosa.
Prima. Analisi di cosa avete già, di cosa cercano i vostri clienti e di cosa fanno i concorrenti nelle ricerche che vi interessano. Da qui esce la struttura delle pagine, che è la decisione più importante e la meno visibile.
Durante. Design, sviluppo, testi, fotografia. Le pagine nascono già con i contenuti veri, non con testi finti da sostituire poi: è il momento in cui i progetti si impantanano più spesso.
Dopo. Aggiornamenti, sicurezza, backup, prestazioni. Un sito lasciato a se stesso per due anni diventa lento e vulnerabile, e si vede.
Sempre. Traffico e misurazione, perché un sito senza visite è un investimento fermo.
La parte noiosa è quella che dura. E di solito è anche quella che nessuno preventiva.
Conoscere il mercato di Novara:
perché cambia il progetto
Il territorio entra nel progetto in modo molto concreto, non come frase di circostanza.
Il novarese vive di chimica, rubinetteria, tessile e riso, con la logistica cresciuta sulle direttrici verso Milano e la Svizzera. Filiere tecniche con clienti industriali.
Se il progetto è vendere online, la pagina dedicata è e-commerce a Novara.
Cambia su quali ricerche ha senso competere, quanto è affollata la concorrenza, se conviene puntare sul capoluogo o presidiare i comuni della provincia dove i volumi sono bassi ma l’intenzione di acquisto è altissima.
Su molti progetti locali vale più presidiare quindici comuni che combattere per una posizione sulla città principale.
Il team:
Perché avere
tutto in casa cambia il lavoro
La differenza si vede quando qualcosa va storto, che su un progetto digitale succede sempre.
Il sito è pronto ma i testi no. La campagna parte e la pagina di destinazione è lenta. Il gestionale manda i dati in un formato che il catalogo non digerisce. Sono situazioni normali.
Se i fornitori sono tre, ognuno ha ragione sul suo pezzo e il progetto si ferma per settimane. Se sono tutti nello stesso studio, si risolve in una riunione da venti minuti.
In Dexa siamo oltre quaranta: dodici sviluppatori, undici fra design e testi, più strategia, campagne e analisi dati. Non è una questione di dimensioni, è di quante volte bisogna spiegare la stessa cosa.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e lavoriamo con aziende in tutta Italia.
Quanto costa una web agency:
come si legge un preventivo
Non esiste un prezzo di listino, ma esistono le voci che compongono ogni preventivo serio. Se mancano, è un preventivo che non puoi confrontare.
Progettazione. Struttura delle pagine, percorsi, design. È la parte che decide se il sito funzionerà, e la prima che viene tagliata quando si guarda solo il totale.
Sviluppo. La costruzione vera e propria, più le integrazioni: gestionale, pagamenti, spedizioni, CRM. Le integrazioni sono la voce che riserva più sorprese, e vanno definite prima.
Contenuti. Testi, foto, video. Quasi sempre sottovalutata, e quasi sempre il motivo per cui i progetti slittano di mesi.
Dopo la pubblicazione. Manutenzione, aggiornamenti, traffico. Un sito senza visite è un investimento fermo.
Chiedi che siano separate a chiunque ti faccia un’offerta. Serve a te più che a noi.
Dipende da quattro cose, tutte verificabili prima di chiedere un’offerta:
- Quante pagine o quanti prodotti: un sito vetrina e un catalogo da migliaia di referenze non sono paragonabili.
- Cosa va collegato: gestionale, magazzino, pagamenti, CRM. Ogni integrazione è un progetto nel progetto.
- Quanti contenuti mancano: testi e fotografie sono una voce intera del preventivo.
- Quante lingue: non è solo traduzione, è gestione continua.
Chiedi sempre un preventivo diviso per voci. Una cifra unica non la puoi confrontare con nessun altro.
Dipende da quanto potete aspettare.
Il posizionamento organico richiede mesi. Le campagne portano traffico subito, e soprattutto vi dicono in poche settimane quali ricerche portano richieste vere e quali no.
Su molti progetti partiamo con le campagne proprio per raccogliere quei dati, e li usiamo per decidere dove concentrare il lavoro organico. È il modo più rapido di scoprire quali parole chiave valgono i soldi che costano.
Sì, e nella maggior parte dei casi ha senso tenerli insieme al resto.
Le campagne social portano traffico da qualche parte, e quel qualche parte è il sito. Se i due lavori sono in mani diverse è difficile capire cosa stia funzionando, perché ognuno guarda solo la propria metà.
Detto questo, si può anche partire da un pezzo solo. Non è un pacchetto obbligatorio.
Con tre livelli di dati, in quest’ordine.
Cosa succede dopo il clic: contatti, richieste di preventivo, vendite. È l’unico numero che conta davvero. Poi il traffico: quante persone arrivano, da dove e su quali pagine. Infine le posizioni sui motori, utili a leggere l’andamento ma non a giudicare il risultato.
Il report è mensile e lo leggiamo insieme. Un file che arriva via mail e non lo apre nessuno non è un report.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Le riunioni operative si fanno in videoconferenza, mentre gli incontri in azienda si concentrano nella fase iniziale e quando serve fotografare o filmare quello che fate.
Per il resto la distanza non cambia niente: quello che conta è la reattività, non i chilometri.
Sì, ed è spesso la scelta più sensata.
Un primo lavoro circoscritto, con un obiettivo chiaro e una scadenza, serve a voi per capire come lavoriamo prima di impegnarvi, e a noi per conoscere davvero l’azienda.
Quello che chiediamo è che sia un progetto vero e non una prova: un lavoro senza obiettivo non dice niente a nessuno dei due.
Per un sito aziendale ben strutturato si va dai due ai quattro mesi. Per un e-commerce con integrazioni al gestionale si sale.
Ma il tempo tecnico non è quasi mai il collo di bottiglia. Lo sono i contenuti: testi, fotografie e materiali che devono arrivare da voi. I progetti che slittano, slittano quasi sempre lì.
Per questo li mettiamo a preventivo e li produciamo noi, a meno che non preferiate occuparvene internamente con una scadenza concordata.
Non sempre, e vale la pena verificarlo prima di spendere.
Se il sito è lento, non funziona bene da telefono o ha una struttura che i motori di ricerca faticano a leggere, rifarlo è la strada più corta. Se invece il problema sono i contenuti e l’organizzazione delle pagine, si interviene senza buttare via quello che c’è.
Un sito con anni di storia ha un valore accumulato che si perde facilmente in una migrazione fatta male. Prima di consigliarvi di rifarlo guardiamo cosa avete da perdere.
Posizionamento:
Far uscire le pagine giuste sulle ricerche giuste. Si comincia mentre il sito si costruisce, non l’anno dopo.
Campagne:
Google, Meta e LinkedIn. Portano traffico subito e dicono in poche settimane quali ricerche convertono davvero.
Misura:
Tracciamento configurato bene e report mensile leggibile. Senza, ogni decisione successiva è un’opinione.
Velocità:
Un sito lento perde persone prima ancora di mostrarsi, e le campagne che ci mandano traffico bruciano budget a vuoto.
Sicurezza:
Aggiornamenti, backup e controlli programmati. Un sito lasciato fermo due anni diventa vulnerabile e difficile da recuperare.
Migrazioni:
Rifare un sito senza perdere il posizionamento che ha. I vecchi indirizzi vanno reindirizzati uno per uno, ed è il passaggio che salta più spesso.
Se hai un progetto in mente o solo la sensazione che il tuo sito non porti niente, scrivici. La prima conversazione serve a capire se ha senso lavorare insieme.
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