Dati del sito:
Web analytics Padova:
i dati sbagliati sono peggio del nulla
Se non avete dati, lo sapete e decidete con prudenza. Se avete dati sbagliati, decidete con sicurezza nella direzione sbagliata.
È una situazione più comune di quanto sembri. Tracciamenti che si sono rotti durante un rifacimento e nessuno se n’è accorto. Conversioni contate due volte, quindi risultati gonfiati. Traffico interno mai escluso, con l’azienda che gonfia le proprie statistiche. Consenso configurato male, che cancella una parte consistente dei dati.
Il primo lavoro di una consulenza web analytics a Padova è verificare che i numeri corrispondano alla realtà.
Si fa confrontando quello che dice lo strumento con quello che sa l’azienda: ordini, richieste arrivate, telefonate.
Quando i due numeri non coincidono, e spesso non coincidono, si capisce dove guardare.
Come lavoriamo:
quattro numeri, in un posto solo
Il risultato di un lavoro fatto bene non è un rapporto lungo: è un quadro breve che qualcuno guarda davvero.
Costruiamo un pannello con pochi numeri, quelli decisi insieme, aggiornati da soli, accessibile a chi deve decidere. Niente da esportare, niente da chiedere a noi.
Accanto mettiamo una spiegazione scritta di cosa significa ciascun numero e quale decisione dovrebbe orientare. Serve perché fra sei mesi nessuno si ricorda perché quel dato era lì.
Poi una lettura periodica insieme, in genere ogni tre mesi, per guardare i cambiamenti e capire cosa fare.
Se un numero non porta a una decisione, lo togliamo dal pannello. Anche se è interessante.
Cosa misurare:
per chi vende servizi e per chi vende online
Le domande cambiano a seconda di come si vende, e conviene non fare finta che siano uguali.
Le domande che un’azienda si fa dipendono dal suo mercato, e quello di Padova non è uno solo.
Attorno a Padova una delle zone industriali più grandi d’Europa convive con l’università, il biomedicale e un tessuto fittissimo di piccole imprese B2B con cicli di vendita lunghi.
Se oltre ai numeri serve chi coordina i canali, la pagina è web marketing a Padova.
Se vendete su preventivo contano: quante richieste arrivano e da dove, quanto costa ciascuna, quante diventano trattative, quante si chiudono, quale contenuto le genera. Il percorso è lungo e la misura deve seguirlo oltre il sito.
Se vendete online contano: quanti visitatori diventano acquirenti, il valore medio dell’ordine, quanto costa ottenere un ordine per canale, in che punto si abbandona il carrello, quanti clienti tornano a comprare.
L’ultimo è il più trascurato: quasi tutti guardano l’acquisizione e quasi nessuno il riacquisto, che è dove sta il margine.
Misurare le cose sbagliate con precisione è il modo più elegante di perdere tempo.
Come siamo fatti:
Come lavoriamo:
vi insegniamo a leggerli
L’obiettivo non è che dipendiate da noi per sapere come va: è che possiate guardare i numeri quando volete.
Per questo il pannello che costruiamo è fatto per essere letto da voi, con una spiegazione scritta di cosa significa ciascun dato e quale decisione dovrebbe orientare.
Facciamo anche una sessione di affiancamento con chi in azienda userà quei numeri, di solito chi segue il commerciale o la direzione.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Padova e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Se per sapere come va il sito dovete chiamare noi, il lavoro non è finito bene.
Il preventivo:
la verifica viene prima
Prima di qualsiasi proposta guardiamo com’è messa la misurazione attuale. Bastano pochi giorni.
Si controlla se il tracciamento c’è ovunque, se le conversioni sono configurate e contano la cosa giusta, se il traffico interno è escluso, come si comporta il consenso, e se i numeri tornano con quello che sa l’azienda.
Da questa verifica esce una proposta concreta, che in molti casi è: sistemiamo queste cinque cose e costruiamo un pannello, poi ci sentiamo fra sei mesi.
Il documento resta vostro e serve anche se decidete di far fare il lavoro a chi già vi segue.
È il servizio dove il preventivo onesto è spesso il più piccolo, ed è anche quello che rende di più.
A tre cose, in quest’ordine.
Verificare che i dati che avete siano veri. È il punto di partenza, ed è quello che salta fuori più spesso: tracciamenti rotti dopo un rifacimento, conversioni contate due volte, traffico interno mai escluso.
Misurare le poche cose che servono a decidere, invece di tutto quello che è tecnicamente misurabile.
Rendere quei numeri leggibili a chi deve prendere decisioni e non ha tempo di navigare fra i rapporti.
Quello che non serve è produrre analisi lunghe che nessuno legge. Se alla fine del lavoro non ci sono quattro o cinque numeri che qualcuno guarda ogni mese, il lavoro non è servito.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Questo lavoro si fa interamente a distanza: servono accessi agli strumenti e qualche conversazione.
L’unica parte che richiede attenzione è quella iniziale, dove bisogna capire quali decisioni l’azienda deve prendere e quali sono i numeri veri delle vendite. Si fa in videochiamata, ma con le persone giuste: chi vende e chi decide, non solo chi si occupa del sito.
Per le letture periodiche una videochiamata ogni trimestre è più che sufficiente.
Sì, ed è il motivo per cui questo servizio ha senso dentro una struttura invece che da solo.
La misurazione dice dove si perde: una pagina che le persone abbandonano, un modulo troppo lungo, un passaggio del carrello dove ci si ferma, tempi di caricamento che allontanano chi arriva dal telefono.
Trovare il problema è metà del lavoro. L’altra metà è sistemarlo, e se chi analizza non può intervenire si apre una pratica con un altro fornitore, che spesso si conclude con mesi di ritardo o non si conclude affatto.
Da noi chi mette le mani sul sito è nella stanza accanto, quindi fra l’individuare un problema e correggerlo passano giorni invece che mesi. Se il quadro da rimettere in ordine è più ampio dei soli dati, la pagina è web marketing a Padova.
È la situazione più diffusa, e il motivo non è la pigrizia.
Lo strumento nella sua configurazione predefinita risponde a domande che nessuno in azienda si pone: quanti utenti, quante sessioni, quanto tempo sulla pagina. Le domande vere sono altre: da dove arrivano le richieste che poi chiudono, quanto costa ottenerne una, quale pagina le genera.
Per rispondere a quelle serve configurarlo apposta: definire cosa è una conversione per voi, collegare le campagne, e costruire una vista con pochi numeri utili.
Dopo quel lavoro le persone lo guardano, perché trovano risposte invece che grafici. La differenza non è nello strumento: è in cosa gli si chiede di misurare.
Confrontandoli con quello che sapete già, ed è un controllo che potete fare anche da soli.
Prendete un mese e contate le richieste arrivate davvero: email, moduli, telefonate tracciabili. Poi guardate cosa dice lo strumento per lo stesso periodo. Se i due numeri sono molto diversi, c’è un problema.
Gli scarti tipici hanno cause riconoscibili: conversioni gonfiate perché contano ogni visita a una pagina di ringraziamento invece dell’invio del modulo; traffico gonfiato perché l’azienda non è esclusa; dati mancanti perché il tracciamento non è su tutte le pagine o perché il banner del consenso li blocca male.
Questa verifica è la prima cosa che facciamo, e nella maggior parte dei casi trova almeno un problema.
Controlli:
I tracciamenti si rompono quando il sito cambia. Un controllo periodico evita di scoprirlo dopo sei mesi.
Proprietà:
Strumenti e storico intestati a voi. I dati persi in un cambio di fornitore non si ricostruiscono.
Correzione:
Trovare il problema è metà del lavoro. L’altra metà è sistemarlo, e conviene che lo faccia chi è nella stanza accanto.
Verifica:
I numeri corrispondono alla realtà? Si confronta con ordini e richieste vere. Quasi sempre salta fuori qualcosa.
Tracciamento:
Presente su tutte le pagine, una volta sola. Mancante o duplicato sono i due errori più comuni.
Conversioni:
Devono contare l’invio di un modulo, non il caricamento di una pagina che avviene anche per altro.
Se non sai da dove arrivano le richieste che poi diventano clienti, quello è il punto di partenza. Raccontaci come vendi e costruiamo la misura su quello.
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