Visibilità sui motori:
Agenzia SEO Belluno:
cosa si può promettere e cosa no
Cominciamo da quello che nessuno può garantire, perché è il motivo per cui molte aziende si sono già bruciate una volta.
Nessuno controlla i risultati di ricerca. Si può lavorare perché un sito meriti di stare più in alto, e si può misurare se sta succedendo. Ma chi vi garantisce la prima posizione su una parola specifica vi sta vendendo qualcosa che non ha.
Quello che un’agenzia SEO a Belluno può promettere è diverso: dirvi su cosa vale la pena lavorare, fare le cose che servono, e mostrarvi ogni mese i numeri veri, anche quando non si muovono.
È meno entusiasmante di una promessa, e regge alla prova dei fatti.
Se qualcuno vi garantisce posizioni, chiedetegli cosa succede se non le raggiunge. La risposta di solito chiarisce tutto.
Cosa si fa davvero:
quattro tipi di lavoro
Dietro la parola SEO ci sono attività molto diverse fra loro. Vale la pena sapere quali si stanno pagando.
Analisi delle ricerche. Capire cosa cercano le persone del vostro mercato, con che parole e con che intenzione. È la fase che orienta tutto il resto e la più sottovalutata.
Lavoro tecnico. Velocità, struttura degli indirizzi, gestione dei duplicati, comportamento sui telefoni, errori che impediscono l’indicizzazione. Si fa una volta bene e poi si controlla.
Contenuti. Pagine che rispondano a quelle ricerche meglio di quelle già in classifica. È la parte che pesa di più e che richiede più tempo.
Autorevolezza. Che altri siti pertinenti vi citino. Lenta, delicata, e piena di scorciatoie che fanno danni.
Chi vi propone solo l’ultima di solito sta vendendo collegamenti a pagamento, che è un rischio, non un servizio.
I contenuti:
rispondere meglio di chi c’è già
Per superare una pagina che sta davanti a voi bisogna rispondere alla stessa domanda in modo più utile. Non ci sono altre strade sostenibili.
Le parole con cui vi cercano nascono dal mercato in cui state, e quello di Belluno ha più facce.
Il bellunese è il distretto mondiale dell’occhialeria, accanto al turismo dolomitico. Chi produce montature parla a buyer internazionali, chi lavora nel turismo a un pubblico che prenota con mesi di anticipo.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Belluno.
Questo significa contenuti che dicano qualcosa di concreto: come funziona un prodotto, quanto costa e perché, cosa succede se si sbaglia, quali alternative esistono. Le informazioni che l’azienda conosce e che di solito non scrive da nessuna parte, perché le sembrano ovvie.
Non significa pubblicare articoli ogni settimana per riempire un calendario. Dieci pagine buone valgono più di cento generiche, e costano meno a produrre.
Il materiale migliore di solito è già in azienda: nelle risposte dei commerciali, nelle domande ricorrenti dei clienti, nell’assistenza.
Chi scrive per riempire si vede, e da qualche anno si vede anche a Google.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
numeri condivisi, non rapporti
Preferiamo che guardiate i dati direttamente, invece di riceverli filtrati da noi una volta al mese.
Gli strumenti di misura sono vostri e restano vostri: Search Console, analisi delle visite, tutto intestato alla vostra azienda. Vi mostriamo come leggerli e cosa guardare.
Il nostro rapporto mensile serve a spiegare cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo, non a farvi da unica fonte sui risultati. È una differenza che cambia il rapporto.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Belluno e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un mese va male lo dice il vostro pannello prima del nostro rapporto. Ci sembra giusto così.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Quattro cose, e tre sono accessi che avete già.
Search Console e i dati delle visite. Se ci sono, dicono in mezz’ora cose che altrimenti richiederebbero settimane di ipotesi.
Cosa deve succedere sul sito. Richieste di preventivo, telefonate, ordini. Serve a decidere su quali ricerche vale la pena investire: non tutte portano allo stesso tipo di persona.
Chi sono i concorrenti che vi preoccupano davvero. Non quelli grandi in assoluto: quelli che vi tolgono le trattative.
Chi può fornire le informazioni tecniche sui vostri prodotti. I contenuti che funzionano nascono da lì, e senza una persona in azienda che risponda si scrive materiale generico.
Con questi quattro elementi un’analisi seria si fa in due settimane.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
Il momento in cui producono e cosa resta quando si smette.
Una campagna a pagamento porta visite dal primo giorno e le smette il giorno in cui la spegnete. È lo strumento giusto quando serve subito, quando c’è una stagionalità da cogliere, o quando si vuole verificare in fretta se una parola porta clienti.
La SEO è lenta e resta: una pagina posizionata continua a portare visite senza costo per clic. È un investimento che si accumula.
Per la maggior parte delle aziende la combinazione giusta è usarle insieme, con pesi che cambiano nel tempo: all’inizio più pubblicità, poi sempre meno man mano che il posizionamento cresce. Le campagne servono anche a capire quali parole portano clienti veri, prima di investirci mesi di SEO.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Sì, e per molte attività è la parte che rende di più.
Le ricerche fatte con un’indicazione di luogo o da un telefono in zona hanno una classifica propria, con criteri diversi dal posizionamento generale. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e come vengono gestite, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un terreno meno affollato: molti concorrenti locali non se ne occupano affatto, quindi i risultati arrivano prima e costano meno.
Per un’attività che lavora su un territorio, questo è spesso il primo intervento da fare, prima di pensare a posizionamenti nazionali: ne parliamo in dettaglio nella pagina su Google My Business a Belluno.
Sì, sempre, e su questo non facciamo eccezioni.
Search Console, gli strumenti di analisi delle visite e la scheda dell’attività vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con le autorizzazioni che ci date, e che potete togliere quando volete.
Il motivo è pratico prima che etico: sono i vostri dati storici. Se un domani cambiate fornitore, chi arriva deve poter vedere cosa è successo negli anni precedenti. Ricominciare senza storico è un danno concreto.
Lo stesso vale per il lavoro fatto: analisi e documenti sono vostri, scritti in modo che un’altra agenzia possa riprenderli.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. È un lavoro che si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su dati, sito e contenuti.
L’unica parte che richiede conversazione vera è l’inizio, quando bisogna capire il mercato, i prodotti e chi sono i concorrenti che contano. Quella si può fare in videochiamata, ma va fatta con calma e con le persone giuste, di solito chi vende.
Se si lavora sulla ricerca locale per una zona specifica, la conoscenza del territorio conta, e la costruiamo con voi.
Concorrenti:
Chi sta davanti e con cosa. Dice in poche ore se un settore è alla portata del budget o no.
Tecnica:
Velocità, struttura, duplicati, indicizzazione. Si sistema una volta e poi si controlla: sono i problemi che bloccano tutto il resto.
Contenuti:
Pagine che rispondano meglio di quelle già in classifica. Dieci buone valgono più di cento generiche, e costano meno.
Locale:
Scheda Google, dati coerenti negli elenchi, recensioni. Meno affollato del posizionamento nazionale e più rapido.
Autorevolezza:
Che siti pertinenti vi citino, per ragioni vere. Lenta. I collegamenti comprati sono un rischio che resta al cliente.
Struttura:
Come sono organizzate le pagine dei servizi. Spesso il primo intervento utile è riordinare quello che c’è.
Hai un sito che non trova nessuno? Prima di proporti qualcosa guardiamo se il problema è tecnico o di contenuti: sono due lavori diversi.
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