E-commerce strutturati:
Magento a Piacenza:
chi è rimasto sulla prima versione
Ci sono ancora negozi italiani in funzione sulla prima versione di Magento, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2020.
Significa nessuna correzione di sicurezza, incompatibilità crescente con le versioni recenti dei sistemi su cui gira, moduli non più mantenuti, e difficoltà a trovare chi ci metta mano.
Il passaggio a Magento 2 non è un aggiornamento: è una ricostruzione, perché l’impianto è diverso. Si migrano i dati, si rifanno tema e personalizzazioni. Per questo in tanti hanno rimandato.
Se siete in questa situazione, un progetto di ecommerce Magento a Piacenza comincia da una valutazione onesta: passare alla versione nuova o cambiare piattaforma.
A volte la risposta giusta non è Magento. Dipende da quanto siete cresciuti nel frattempo, in una direzione o nell’altra.
Su un negozio esistente:
prima si guarda cosa c’è
Se il negozio Magento c’è già, il primo lavoro è una ricognizione tecnica.
Si guarda la versione, lo stato degli aggiornamenti, quali estensioni sono installate e quali sono ancora mantenute, quanto è stato personalizzato il codice, com’è messo il server, quanto è veloce il negozio con il carico reale.
Su Magento questa verifica conta più che altrove: le personalizzazioni profonde sono comuni, e sono ciò che rende gli aggiornamenti complicati.
Ne esce un documento con lo stato del negozio, i rischi aperti e le priorità. È vostro e serve anche per confrontare altri preventivi.
Su un impianto di questa complessità nessuno può dare cifre serie senza aver guardato dentro.
Le migrazioni:
verso Magento e via da Magento
Sono due situazioni che ci capitano entrambe, e le affrontiamo tutte e due con lo stesso criterio.
I progetti grandi nascono da cataloghi grandi, e attorno a Piacenza certe filiere li producono.
Il piacentino è diventato uno dei poli logistici italiani, accanto a meccanica, agroalimentare e vino dei colli. La logistica vende efficienza, il vino racconta un territorio: due lingue diverse.
Se non siete sicuri che serva un impianto di questa portata, guardate prima e-commerce a Piacenza.
Verso Magento si va quando un’azienda è cresciuta e la piattaforma attuale non regge più: cataloghi che rallentano, listini gestiti con soluzioni improvvisate, mercati nuovi che non si riescono ad aprire. La migrazione porta dentro prodotti, clienti e storico, e richiede attenzione agli indirizzi delle pagine per non perdere il posizionamento.
Via da Magento si va quando il negozio è sovradimensionato rispetto all’azienda: costi di gestione alti, nessuno che possa seguirlo, funzioni potenti mai usate. Capita più spesso di quanto si ammetta, ed è una scelta legittima.
In entrambi i casi la parte delicata sono le personalizzazioni: ritrovarle o rifarle sulla nuova piattaforma è il lavoro che sfugge ai preventivi.
Non abbiamo interesse a tenervi su Magento. Se è troppa, lo diciamo.
Chi ci lavora:
Chi lavora
a un progetto Magento
Su questa piattaforma non basta uno sviluppatore: serve una squadra, ed è uno dei motivi del costo.
Serve chi conosce l’impianto della piattaforma, chi si occupa di server e prestazioni, chi costruisce le integrazioni con i sistemi aziendali, chi progetta l’interfaccia, chi verifica prima di ogni pubblicazione.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, e su un progetto di questa dimensione la differenza fra avere le competenze dentro e coordinarle fuori si vede sui tempi.
Siamo attivi a Piacenza e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
Sui progetti grandi qualche incontro in azienda però serve.
Il preventivo:
analisi prima, sviluppo dopo
Su progetti di questa dimensione non diamo cifre prima di aver fatto un lavoro di definizione.
Prima fase. Si definisce cosa deve fare il negozio, come sono fatti catalogo e listini, quali integrazioni servono e cosa possono dare i vostri sistemi. Qualche settimana, e produce un documento tecnico dettagliato.
Poi la stima, costruita su quel documento e divisa per aree: impianto, catalogo, integrazioni, interfaccia, migrazione.
Il documento è vostro e potete usarlo per chiedere altri preventivi: essendo dettagliato, permette confronti reali invece che a occhio.
Su Magento le differenze fra preventivi sono spesso enormi, e quasi sempre dipendono da cosa è compreso e cosa no.
Un numero dato in due giorni su un progetto Magento non è un preventivo: è un’esca.
Più delle altre piattaforme, e il conto va fatto su tre anni comprendendo le voci ricorrenti.
Lo sviluppo è la voce principale e dipende soprattutto dalle integrazioni con i vostri sistemi, non dalla grafica. A questo si aggiungono infrastruttura, eventuale licenza se scegliete la versione commerciale di Adobe, e una manutenzione che su Magento è impegnativa.
Le differenze fra preventivi su questa piattaforma sono spesso enormi, e quasi sempre dipendono da cosa è compreso: migrazione dei dati, integrazioni, ambiente di prova, manutenzione.
Per questo prima di dare cifre facciamo una fase di definizione che produce un documento tecnico dettagliato. Serve a noi per stimare seriamente e a voi per confrontare offerte diverse su basi uguali.
Sì, ed è uno dei motivi principali per cui si sceglie Magento nei progetti strutturati.
La piattaforma è pensata per scambiare dati con sistemi esterni in modo ordinato: anagrafiche, listini, giacenze, ordini e documenti possono viaggiare nei due sensi.
Quanto costa dipende dal vostro ERP. Per i sistemi diffusi esistono connettori già pronti che riducono molto il lavoro. Per sistemi personalizzati o datati si costruisce un collegamento su misura, e in quel caso l’integrazione può essere la voce più consistente del progetto.
È la prima verifica tecnica che facciamo, prima di qualsiasi stima: su Magento questa voce sposta il preventivo più di ogni altra.
Sì, ed è una delle capacità native che giustificano la scelta di questa piattaforma.
Con una sola installazione si gestiscono più negozi, ciascuno con il proprio aspetto, i propri prezzi, la propria lingua e le proprie regole fiscali, condividendo però catalogo e magazzino.
È lo scenario tipico di chi vende in più paesi europei o ha più marchi. Sulle altre piattaforme si ottiene con installazioni separate o con compromessi.
Va tenuto presente il rovescio della medaglia: tutto è collegato, quindi gli aggiornamenti riguardano tutti i negozi insieme e le verifiche vanno fatte su ciascuno. La complessità di gestione cresce, e va messa nel conto delle ore annuali.
Serve qualcuno con competenze specifiche: Magento non è una piattaforma che si amministra a tempo perso.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione continuativa: aggiornamenti di sicurezza, verifica delle estensioni, sorveglianza delle prestazioni, interventi sul catalogo.
Oppure può farlo un vostro reparto tecnico, se esiste, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure di pubblicazione.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi Magento che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per un paio d’anni: aggiornamenti mai applicati, estensioni obsolete, e un rischio di sicurezza che cresce ogni mese.
Sì, e capita più spesso di quanto si dica. Non è un fallimento: è un ridimensionamento sensato.
La situazione tipica è un negozio costruito anni fa con ambizioni che non si sono realizzate: costi di gestione alti, funzioni potenti mai usate, nessuno che possa seguirlo. In quel caso passare a una piattaforma più semplice riduce sensibilmente i costi annuali.
La migrazione porta fuori prodotti, clienti e storico ordini. La parte delicata sono le personalizzazioni, che vanno ritrovate o rifatte, e la mappa degli indirizzi delle pagine, che va costruita con cura.
Lo facciamo, e lo proponiamo quando i numeri lo suggeriscono. Non abbiamo interesse a tenervi su una piattaforma che vi costa più di quanto vi rende.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Sviluppo, integrazioni e manutenzione si fanno a distanza.
Su progetti di questa dimensione però qualche incontro in azienda serve, soprattutto all’inizio: per capire come funzionano magazzino, logistica e ufficio commerciale, e per parlare con chi usa l’ERP ogni giorno.
Sono conversazioni che determinano metà delle scelte di progetto e che in videochiamata si fanno peggio.
Documentazione:
Personalizzazioni e integrazioni scritte. Questi progetti durano anni e cambiano fornitore: è ciò che evita di ricominciare.
Verifica:
Se Magento è la piattaforma giusta o è sovradimensionata. Su questa scelta l’errore costa più che altrove.
Versione:
Open Source o Adobe Commerce: due prodotti con costi molto diversi. Chiedete sempre di quale parla un preventivo.
Catalogo:
Decine di migliaia di codici, varianti e prodotti composti. È il terreno dove questa piattaforma è nata.
Listini:
Prezzi per gruppo di clienti, scaglioni, condizioni dedicate. Native, non ottenute con estensioni sovrapposte.
B2B:
Ordini rapidi, più utenti per azienda con ruoli, cataloghi riservati, richieste di preventivo. Qui il prezzo si giustifica.
Sei ancora sulla prima versione? Guardiamo insieme cosa comporta il passaggio e se conviene, oppure se è il momento di cambiare piattaforma.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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