Siti su misura:
Realizzazione siti internet Treviso:
a cosa deve servire
Prima di parlare di pagine e di grafica conviene rispondere a una domanda che sembra ovvia e quasi mai lo è: cosa deve fare questo sito.
Portare richieste di preventivo è un obiettivo. Far trovare informazioni ai clienti già acquisiti è un altro. Sostenere i commerciali durante le trattative è un terzo. Sono tre siti diversi, con struttura, contenuti e priorità diverse.
Quando si parte senza questa risposta si finisce a discutere di colori, perché è l’unica cosa su cui tutti hanno un’opinione.
Un progetto di realizzazione siti internet a Treviso che funziona comincia da lì, e la fase costa poco: qualche ora di conversazione con chi conosce i clienti.
Un sito che vuole fare tutto di solito non fa bene niente.
Come nasce un sito:
cinque fasi, in quest’ordine
Un progetto web è una sequenza. Saltare un passaggio si paga più avanti, di solito raddoppiato.
Obiettivi e struttura. Cosa deve ottenere il sito e come si organizzano le pagine. Qui si decide quasi tutto, e costa poco.
Contenuti. Testi, foto, materiali. Si parte adesso, non dopo, perché è la fase più lenta.
Progettazione. Come sono fatte le pagine principali, prima su schermo piccolo. La maggior parte delle visite arriva da lì.
Sviluppo. La parte con i tempi più prevedibili di tutte.
Messa online e controlli. Redirezioni dal vecchio sito, prove sui dispositivi veri, velocità, moduli che funzionano davvero.
Chi salta la prima fase la ritrova alla quarta, quando cambiare costa dieci volte tanto.
Rifare un sito che porta già visite:
come si fa senza danni
È la situazione più delicata che incontriamo, e quella dove si fanno più danni per fretta.
Cosa deve fare un sito dipende da come si vende in quel mercato, e attorno a Treviso i mercati sono diversi.
Il trevigiano vive di arredo, sportsystem, meccanica e Prosecco. Distretti che hanno costruito marchi noti nel mondo accanto a centinaia di aziende che lavorano per conto terzi e non hanno mai avuto un nome.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Treviso racconta come lavoriamo sull’insieme.
Prima si misura. Quali pagine portano visite, da quali ricerche, quali generano contatti. Senza questi dati si rifà alla cieca e si buttano via pagine che funzionavano.
Poi si mappa. Ogni vecchio indirizzo deve puntare al nuovo corrispondente. Le pagine che spariscono vanno indirizzate alla cosa più simile, non tutte alla pagina iniziale, che è l’errore classico.
Si conservano i contenuti che rendono. Se una pagina porta visite da anni, si migliora, non si cancella perché il testo è vecchio.
Si controlla dopo. Nelle sei settimane successive si guarda se qualcosa è calato, e si corregge subito.
Il calo dopo un rifacimento non è normale. È un errore, ed è quasi sempre nelle redirezioni.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
squadre piccole e stabili
Preferiamo gruppi ristretti che restano gli stessi dall’inizio alla fine. Su un sito, chi ha capito l’azienda lavora al doppio della velocità.
La squadra tipica è di tre o quattro persone: chi progetta, chi sviluppa, chi cura testi e posizionamento, più il referente.
In tutto siamo più di quaranta, quindi quando serve una fotografia, un video, una traduzione o un collegamento a un gestionale, si aggiunge una competenza senza cercarla fuori.
Operiamo sul territorio di Treviso e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quello che ci interessa è che il sito porti richieste dopo un anno, non che piaccia il giorno della consegna.
Il preventivo:
come lo costruiamo
Prima di dare una cifra facciamo un passaggio che costa poco e che evita quasi tutti i problemi successivi.
Definiamo insieme la struttura del sito: quali pagine, cosa contiene ciascuna, cosa deve ottenere. Ne esce un documento che elenca anche quello che il sito non farà, che è la parte che evita le discussioni a metà lavoro.
Su quel documento la stima è affidabile. Nel preventivo teniamo separate le voci: progettazione, sviluppo, contenuti, posizionamento, e la gestione annuale.
Separarle serve a voi: potete decidere di scrivere i testi internamente, o di rimandare una parte al secondo anno, e sapete esattamente quanto risparmiate.
Una cifra unica senza dettaglio è comoda da leggere e impossibile da confrontare.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Un sito fatto bene parte con le basi a posto: struttura leggibile, pagine veloci, contenuti organizzati come le persone cercano.
Questo non basta a posizionarsi su ricerche competitive. Farsi trovare è un lavoro continuativo: contenuti che rispondono a domande vere, pagine dedicate ai servizi che contano, tempo.
Quello che facciamo in ogni progetto è non partire svantaggiati e impostare le pagine principali su ciò che le persone cercano davvero, non sul linguaggio interno dell’azienda. È una differenza che si vede.
Se poi c’è l’obiettivo di posizionarsi su ricerche specifiche, è un lavoro a parte: se ne parla nella pagina sulla SEO a Treviso, con obiettivi e tempi propri.
Sì, ed è quasi sempre il modo giusto di impostarlo.
Consegniamo i siti con un pannello di gestione da cui modificare testi, immagini e pagine senza competenze tecniche. Usiamo soprattutto WordPress proprio per questo: è diffuso, molte persone lo conoscono già, e non vi lega a noi.
Quando il progetto ha molti contenuti, più persone che pubblicano o permessi differenziati, lavoriamo su Drupal. È meno immediato da usare e più solido su strutture complesse: lo scegliamo per quello, non per gusto.
Facciamo una sessione di affiancamento alla consegna e lasciamo istruzioni scritte sulle operazioni che farete più spesso.
Quello che conviene lasciare a noi sono gli interventi strutturali: pagine nuove di un certo tipo, modifiche al funzionamento, aggiornamenti tecnici. Il confine lo definiamo insieme all’inizio.
Per certe situazioni i servizi che si montano da soli vanno benissimo, e lo diciamo volentieri.
Se serve una presenza semplice, poche pagine, nessuna integrazione e nessun obiettivo commerciale preciso, spendere molto non ha senso.
La differenza si sente quando il sito deve produrre richieste: struttura pensata su come cercano i vostri clienti, testi scritti sul vostro mercato, collegamenti con i sistemi che usate, attenzione a velocità e posizionamento. Sono cose che un modello pronto non fa.
L’altra differenza è avere qualcuno che risponde quando qualcosa non funziona, o quando fra due anni serve cambiare. Dipende da quanto il sito conta per il vostro lavoro.
Sì, e non è un accessorio: per la maggior parte dei siti aziendali la quota più grossa delle visite arriva dal telefono.
Progettiamo partendo dallo schermo piccolo e adattando verso quello grande, non il contrario. È l’ordine che produce siti effettivamente usabili sul telefono, mentre l’abitudine diffusa è ancora quella opposta.
Le prove si fanno su dispositivi veri, non solo ridimensionando la finestra del computer: sono due cose diverse, soprattutto per velocità e comportamento dei moduli.
Controlliamo anche i tempi di caricamento con connessioni lente, perché è la condizione reale in cui molte persone vi visitano.
Manutenzione:
Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su WordPress non è un extra: è la condizione per stare tranquilli.
Misura:
Da dove arrivano le persone e cosa fanno. Dopo due mesi si migliora con i dati, non con le opinioni.
Obiettivo:
Cosa deve ottenere il sito: richieste, telefonate, ordini. Deciso prima, altrimenti si discute solo di colori.
Struttura:
Quali pagine e cosa contiene ciascuna, scritto anche nelle esclusioni. È il documento che evita le discussioni a metà lavoro.
Contenuti:
Testi e foto: la fase più lenta di ogni progetto. Chi li produce si decide all’inizio, non dopo la grafica.
Progettazione:
Le pagine che contano, prima sullo schermo del telefono. Da lì arriva la maggior parte delle visite.
Raccontaci cosa fai e a chi lo vendi. Ti diciamo che tipo di sito serve, quanto dura e da cosa dipende il prezzo.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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