Analisi dei dati:
Web analytics Como:
i dati sbagliati sono peggio del nulla
Se non avete dati, lo sapete e decidete con prudenza. Se avete dati sbagliati, decidete con sicurezza nella direzione sbagliata.
È una situazione più comune di quanto sembri. Tracciamenti che si sono rotti durante un rifacimento e nessuno se n’è accorto. Conversioni contate due volte, quindi risultati gonfiati. Traffico interno mai escluso, con l’azienda che gonfia le proprie statistiche. Consenso configurato male, che cancella una parte consistente dei dati.
Il primo lavoro di una consulenza web analytics a Como è verificare che i numeri corrispondano alla realtà.
Si fa confrontando quello che dice lo strumento con quello che sa l’azienda: ordini, richieste arrivate, telefonate.
Quando i due numeri non coincidono, e spesso non coincidono, si capisce dove guardare.
Cosa controlliamo per primo:
la verifica dei dati
Prima di analizzare qualsiasi cosa, verifichiamo che i numeri siano affidabili. È un lavoro di qualche giorno e cambia spesso il quadro.
Il tracciamento è attivo ovunque. Capita che manchi su alcune pagine, tipicamente quelle aggiunte dopo, o che sia presente due volte, il che raddoppia i conteggi.
Le conversioni contano quello che dovrebbero. Un invio di modulo, non un caricamento di pagina che avviene anche per altri motivi.
Il traffico interno è escluso. Altrimenti l’azienda gonfia le proprie statistiche, e sulle aziende piccole la distorsione è notevole.
Il consenso è configurato bene. Se è troppo restrittivo si perdono dati; se è troppo permissivo è un problema legale.
I numeri tornano con la realtà. Il confronto con ordini e richieste vere è la prova definitiva.
Collegare il sito all’azienda:
il passaggio che manca
Gli strumenti di analisi sanno cosa succede sul sito. Non sanno cosa succede dopo, ed è lì che si decide se un canale rende.
Un percorso di acquisto lungo si misura diversamente da uno breve, e a Como ci sono entrambi.
Nel comasco il tessile serico di alta gamma convive con il turismo del lago e con una meccanica di nicchia. Chi lavora nella seta parla a buyer internazionali, chi lavora nel turismo a un pubblico che prenota da un altro continente.
Se oltre ai numeri serve chi coordina i canali, la pagina è web marketing a Como.
Il sito registra che è arrivata una richiesta. Se quella richiesta sia diventata una trattativa, e poi un cliente, e per quale importo, lo sa solo l’azienda.
Collegare le due cose non richiede impianti complicati: serve che l’origine di ogni richiesta venga conservata, che i contatti finiscano in un posto solo, e che qualcuno segni cosa ne è stato.
Quando questo giro funziona si scopre quasi sempre qualcosa di inatteso: un canale che porta tanti contatti che non chiudono mai, e uno che ne porta pochi ma buoni.
È il passaggio che trasforma l’analisi da esercizio a strumento di decisione.
Chi ci lavora:
Chi lavora
alla misurazione
Serve una combinazione di competenze che raramente sta in una persona sola.
Chi conosce gli strumenti e sa configurarli, chi può mettere le mani sul sito per sistemare i tracciamenti, chi capisce abbastanza di marketing da sapere quali numeri servono, e chi sa spiegare i risultati a chi deve decidere e non ha tempo.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, e questo conta: quando la verifica trova un tracciamento rotto, chi lo sistema è nella stanza accanto.
Siamo attivi a Como e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
È un lavoro che si fa interamente a distanza.
Cosa serve
per cominciare
Tre cose, e due le avete già.
Gli accessi agli strumenti: analisi delle visite, Search Console, eventuali account pubblicitari. Se non sapete chi li ha, il primo lavoro è recuperarli, e capita spesso.
Quali decisioni dovete prendere. Dove investire, cosa sistemare sul sito, se una campagna rende. La misura si costruisce su queste, non in astratto.
I numeri veri dell’azienda: quante richieste arrivano davvero, quanti ordini, quante trattative si chiudono. Servono per il confronto, che è l’unico modo per sapere se i dati del sito sono affidabili.
Con questi elementi la verifica si fa in pochi giorni.
Il terzo punto è quello che manca più spesso, ed è quello che rende tutto il resto utile.
A tre cose, in quest’ordine.
Verificare che i dati che avete siano veri. È il punto di partenza, ed è quello che salta fuori più spesso: tracciamenti rotti dopo un rifacimento, conversioni contate due volte, traffico interno mai escluso.
Misurare le poche cose che servono a decidere, invece di tutto quello che è tecnicamente misurabile.
Rendere quei numeri leggibili a chi deve prendere decisioni e non ha tempo di navigare fra i rapporti.
Quello che non serve è produrre analisi lunghe che nessuno legge. Se alla fine del lavoro non ci sono quattro o cinque numeri che qualcuno guarda ogni mese, il lavoro non è servito.
Non è indispensabile, ma è il passaggio che rende davvero utile la misurazione.
Lo strumento di analisi sa che è arrivata una richiesta. Non sa se quella richiesta è diventata un cliente e per quale importo: quello lo sa l’azienda.
Collegare le due cose permette di rispondere alla domanda che conta: quale canale porta i clienti che chiudono, non solo quello che porta più contatti. Sono spesso canali diversi, e la differenza cambia dove si investe.
Non serve un impianto complicato: basta che l’origine di ogni richiesta venga conservata e che qualcuno segni cosa ne è stato. Si può partire anche con un foglio ben tenuto, e strutturarlo dopo.
Nella quasi totalità dei casi non sono crollate le visite: si è rotto il tracciamento.
Durante un rifacimento capita che il codice di tracciamento non venga riportato su tutte le pagine, che le conversioni configurate sul vecchio sito non esistano più perché gli indirizzi sono cambiati, o che il banner del consenso sia stato reinstallato con impostazioni diverse.
Si verifica in poche ore: si controlla la presenza del tracciamento su un campione di pagine, si confrontano i numeri con le richieste reali arrivate, si guarda quando esattamente è avvenuto il calo.
Se il calo coincide con il giorno della pubblicazione, è tecnico. Se è graduale nelle settimane successive, può essere un problema di posizionamento, ed è un’altra cosa.
Sì, ed è una condizione su cui non transigiamo.
Gli strumenti di analisi, Search Console e gli account pubblicitari vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con permessi che potete revocare.
Il motivo è il valore dello storico: senza confronto con l’anno precedente metà delle analisi non si possono fare, e quel confronto si costruisce solo con il tempo.
Capita ancora di trovare aziende che hanno perso anni di dati perché tutto era sull’account di un fornitore. È un danno che non si recupera in alcun modo: i dati non si possono ricostruire a posteriori.
Se oggi non sapete a chi sono intestati i vostri strumenti, è la prima cosa da verificare.
La correzione dei tracciamenti richiede giorni. Avere dati affidabili su cui ragionare richiede qualche settimana in più.
Il motivo è che dopo aver sistemato la misurazione bisogna accumulare un periodo pulito: prima di quel momento i confronti con il passato sono inquinati dagli errori precedenti.
In genere dopo quattro o sei settimane di dati corretti si possono cominciare a trarre conclusioni sulle cose che hanno volumi sufficienti. Per le analisi che richiedono confronti stagionali serve più tempo.
Questa è anche la ragione per cui conviene sistemare la misurazione prima di lanciare campagne importanti: partire con tracciamenti rotti significa non poter giudicare quello che si sta pagando.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Questo lavoro si fa interamente a distanza: servono accessi agli strumenti e qualche conversazione.
L’unica parte che richiede attenzione è quella iniziale, dove bisogna capire quali decisioni l’azienda deve prendere e quali sono i numeri veri delle vendite. Si fa in videochiamata, ma con le persone giuste: chi vende e chi decide, non solo chi si occupa del sito.
Per le letture periodiche una videochiamata ogni trimestre è più che sufficiente.
Sì, ed è il motivo per cui questo servizio ha senso dentro una struttura invece che da solo.
La misurazione dice dove si perde: una pagina che le persone abbandonano, un modulo troppo lungo, un passaggio del carrello dove ci si ferma, tempi di caricamento che allontanano chi arriva dal telefono.
Trovare il problema è metà del lavoro. L’altra metà è sistemarlo, e se chi analizza non può intervenire si apre una pratica con un altro fornitore, che spesso si conclude con mesi di ritardo o non si conclude affatto.
Da noi chi mette le mani sul sito è nella stanza accanto, quindi fra l’individuare un problema e correggerlo passano giorni invece che mesi. Se il quadro da rimettere in ordine è più ampio dei soli dati, la pagina è web marketing a Como.
È la situazione più diffusa, e il motivo non è la pigrizia.
Lo strumento nella sua configurazione predefinita risponde a domande che nessuno in azienda si pone: quanti utenti, quante sessioni, quanto tempo sulla pagina. Le domande vere sono altre: da dove arrivano le richieste che poi chiudono, quanto costa ottenerne una, quale pagina le genera.
Per rispondere a quelle serve configurarlo apposta: definire cosa è una conversione per voi, collegare le campagne, e costruire una vista con pochi numeri utili.
Dopo quel lavoro le persone lo guardano, perché trovano risposte invece che grafici. La differenza non è nello strumento: è in cosa gli si chiede di misurare.
Consenso:
Configurato in modo da rispettare le scelte e conservare i dati di chi accetta. Un calo improvviso è quasi sempre qui.
Domande:
La misura si costruisce sulle decisioni da prendere, non sulle possibilità dello strumento.
Origine:
Da dove arrivava chi poi ha comprato. Richiede di collegare i dati del sito a quelli dell’azienda.
Percorso:
Dove si fermano le persone. È l’analisi che produce i miglioramenti più rapidi e meno costosi.
Pannello:
Quattro o cinque numeri in un posto solo, aggiornati da soli. Quaranta grafici non li apre nessuno.
Lettura:
Una spiegazione scritta di cosa significa ogni numero. Fra sei mesi nessuno ricorda perché era lì.
Se non sai da dove arrivano le richieste che poi diventano clienti, quello è il punto di partenza. Raccontaci come vendi e costruiamo la misura su quello.
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