Sviluppo software:
Sviluppo app Vicenza:
per i clienti o per chi ci lavora
Le app aziendali si dividono in due famiglie che hanno poco in comune, e conviene capire subito in quale si sta.
Ci sono le app rivolte al pubblico: fidelizzazione, ordini, prenotazioni, servizi. Vivono negli store, competono con tutto il resto, e il problema principale è convincere qualcuno a installarle.
Poi ci sono le app per chi lavora in azienda: raccolta dati in cantiere, magazzino, assistenza tecnica sul campo, ordini per i venditori. Qui il problema di farsi installare non esiste, e il valore si misura in tempo risparmiato.
Le seconde sono meno affascinanti e rendono quasi sempre di più. Sono anche la parte di sviluppo app a Vicenza che ci viene chiesta più spesso dalle aziende che ci conoscono.
Un’app che fa risparmiare mezz’ora al giorno a venti persone si ripaga da sola, e non deve piacere a nessuno.
Quando ha senso:
quattro situazioni ricorrenti
Nei progetti che abbiamo seguito le app che hanno retto nel tempo nascevano quasi tutte da una di queste quattro esigenze.
Lavoro fuori sede. Tecnici, installatori, agenti, rilevatori. Raccolta dati sul posto, spesso senza connessione, con sincronizzazione quando la linea torna. È il caso in cui un’app rende di più.
Riacquisto frequente. Clienti che ordinano spesso le stesse cose. L’app toglie attriti e diventa un’abitudine.
Servizio legato alla posizione. Prenotazioni, accessi, punti vendita, logistica.
Comunicazioni che devono arrivare. Notifiche vere, non promozionali: uno stato che cambia, un turno, una scadenza.
Se il vostro caso non somiglia a nessuno di questi, ne parliamo comunque. Ma partiamo scettici, ed è un servizio anche quello.
Il mantenimento:
il costo che non si può evitare
Un sito fermo continua a funzionare per anni. Un’app ferma smette di funzionare, ed è la differenza più importante fra le due cose.
Il valore di un’app si misura sul processo che semplifica, e i processi cambiano da filiera a filiera.
Il vicentino tiene insieme oreficeria, concia, meccanica e termomeccanica: distretti storici che esportano moltissimo e competono su pubblici B2B molto tecnici.
Se quello che serve è un sito e non un’applicazione, la pagina giusta è realizzazione siti internet a Vicenza.
I sistemi operativi si aggiornano una o due volte l’anno, e a ogni giro qualcosa cambia: regole sui permessi, requisiti minimi, componenti che vengono dismessi. Gli store impongono scadenze per adeguarsi, e un’app non aggiornata viene rimossa.
Questo significa che serve un budget annuale anche se non aggiungete nulla. Non è un contratto di assistenza opzionale: è una condizione per restare pubblicati.
Lo scriviamo nel preventivo iniziale con una cifra indicativa. Scoprirlo due anni dopo, quando l’app sparisce dallo store, è la situazione che vediamo più spesso arrivare da fuori.
Se un preventivo non parla di mantenimento, è incompleto.
Come siamo fatti:
Come lavoriamo:
versioni corte, prove vere
Non consegniamo un’app finita dopo sei mesi di silenzio. È il modo migliore per scoprire alla fine che serviva un’altra cosa.
Lavoriamo per versioni: si parte da quello che deve funzionare per forza, lo si mette in mano a chi dovrà usarlo e si guarda cosa succede. Su un’app per uso interno bastano cinque persone per due settimane per capire cosa va cambiato.
La squadra tipica è di tre o quattro persone e resta la stessa dall’inizio.
In tutto siamo più di quaranta, quindi per una competenza particolare o un collegamento a un gestionale insolito non serve cercare fuori.
Operiamo sul territorio di Vicenza e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Il preventivo:
come lo costruiamo
Facciamo sempre due passaggi, e il primo costa poco.
Prima si definisce cosa deve fare l’app, schermata per schermata, con le funzioni elencate e quelle escluse scritte nero su bianco. È un lavoro di qualche giorno che produce un documento vostro, utilizzabile anche per chiedere altri preventivi.
Poi si stima lo sviluppo su quel documento. A quel punto il numero è affidabile, perché si sa cosa si sta contando.
Chi dà una cifra prima di questo passaggio sta indovinando, e il conto vero arriva a metà progetto sotto forma di varianti.
Nel preventivo mettiamo separati: sviluppo, parte server, pubblicazione sugli store e mantenimento annuale.
Quattro numeri invece di uno. È meno comodo da leggere e molto più difficile da sbagliare.
Dipende quasi tutto da una cosa: quante funzioni deve avere. Ogni schermata è progettazione, sviluppo e prove su due sistemi operativi.
Le altre variabili che pesano sono la scelta fra nativa e multipiattaforma, e soprattutto cosa c’è dietro: se l’app deve dialogare con i vostri gestionali, il lavoro sul server può costare quanto l’app.
C’è poi una voce che va tenuta separata e che quasi nessuno mette nel primo preventivo: il mantenimento annuale. Non è assistenza opzionale, è quello che tiene l’app pubblicata quando i sistemi si aggiornano.
Il nostro modo di lavorare è definire prima cosa deve fare l’app, schermata per schermata, e stimare su quello. Una cifra data prima di quel passaggio è un’ipotesi che cambierà.
Se l’app è per uso interno il problema non esiste: si installa a chi lavora e si spiega come si usa.
Se è rivolta al pubblico, questa è la parte difficile e va affrontata prima di sviluppare, non dopo. Le persone installano poche app e le scelgono con attenzione: serve un motivo chiaro, ripetuto in ogni punto di contatto, e spesso un vantaggio concreto legato all’uso.
Il lancio va organizzato: chi già vi conosce, il sito, i punti vendita, le comunicazioni ai clienti. Contare sul fatto che vi trovino cercando negli store è una speranza, non un piano.
Ne parliamo prima di cominciare, perché se non c’è una risposta convincente a questa domanda, il progetto non sta in piedi comunque sia fatto bene.
Sì. È vostro, ve lo consegniamo e lo teniamo documentato.
Non lavoriamo con impianti chiusi che vi legano a noi: se un domani volete portare il progetto a un altro fornitore o gestirlo internamente, potete farlo senza rifare tutto.
Vale anche per gli account degli store, che sono intestati a voi, e per i server, che possono stare su infrastrutture vostre se preferite.
Lo diciamo perché il contrario è frequente e produce situazioni sgradevoli: aziende che devono rifare da zero un’app funzionante solo perché non hanno accesso a niente di quello che l’ha prodotta.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Progettazione, sviluppo e prove si fanno a distanza senza perdere nulla.
C’è un’eccezione: le app per uso interno. Lì un sopralluogo serve davvero, perché bisogna vedere come si lavora, in che condizioni, con che tempi. Una raccolta dati progettata a tavolino e non provata sul campo si scopre inadatta al primo giorno di uso vero.
Per quei progetti veniamo, almeno una volta all’inizio e una durante le prove.
Spesso sì, e prima di rifare guardiamo perché non viene usata.
Le cause ricorrenti sono tre. La prima: l’app fa cose che si potevano fare sul sito, quindi non c’era motivo di installarla. La seconda: fa troppe cose e quella utile è sepolta. La terza: funziona male sui telefoni di oggi perché nessuno l’ha aggiornata.
Nel terzo caso è manutenzione, e costa relativamente poco. Nel secondo si interviene togliendo, che è meno caro di quanto sembri. Nel primo caso, onestamente, la risposta giusta a volte è chiuderla e investire quei soldi sul sito.
Guardiamo i dati d’uso, se ci sono, e ve lo diciamo senza girarci intorno.
Mantenimento:
Costo annuale non evitabile: i sistemi si aggiornano e un’app ferma smette di funzionare. Va messo a budget dall’inizio.
Proprietà:
Codice e account sono vostri, documentati. Se un domani il progetto va altrove, non si ricomincia da zero.
Diffusione:
Come farla installare, se è rivolta al pubblico. Va deciso prima di svilupparla, non dopo il lancio.
Verifica:
Se serve un’app o basta un sito. Mezz’ora di domande all’inizio, invece di un costo che resta per anni.
Progetto:
Cosa deve fare l’app, schermata per schermata, con scritto anche cosa non farà. Il documento resta vostro.
Nativa:
Una app per iOS e una per Android. Resa migliore, due sviluppi e due manutenzioni. Serve quando serve davvero.
Se stai valutando un progetto, la prima conversazione serve a definire cosa deve fare l’app. Quel documento resta tuo, anche se poi non lo facciamo noi.
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