Marketplace a Ancona. Il cliente resta loro, il magazzino è vostro.

Agenzia Gestione Marketplace Ancona.
Apertura, schede prodotto, prezzi, logistica e pubblicità interna.
È uno scambio chiaro: loro portano il traffico, voi cedete il rapporto con chi compra. Conviene saperlo prima di firmare.
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Canali di vendita:

Gestione marketplace Ancona:
quando conviene aprirli


I marketplace hanno senso in situazioni riconoscibili, e vale la pena verificarle prima.

Conviene quando il prodotto si cerca per nome o per categoria, quando il margine regge una commissione a doppia cifra, quando avete disponibilità di magazzino e potete spedire in fretta. E conviene quando serve far girare stock fermo.

Conviene meno con prodotti che vanno spiegati, con margini stretti, con articoli su misura o con tempi di consegna lunghi: su quei canali le aspettative di chi compra sono altissime e le penalizzazioni arrivano presto.

C’è poi il caso di chi vuole difendere la propria marca perché altri la rivendono lì senza controllo. È una ragione legittima e frequente.

Facciamo la verifica prima. Aprire e chiudere un canale lascia recensioni e storico che restano.

Il metodo:
si parte dal margine, non dal catalogo

Prima di aprire qualsiasi canale rifacciamo un conto che quasi nessuno rifà: quanto resta su ogni vendita.

Il prezzo di vendita meno la commissione del canale, meno la spedizione, meno l’imballo, meno la quota di resi tipica di quella categoria, meno la pubblicità interna che serve per essere visibili. Quello che resta è il margine vero.

Su molti prodotti quel numero è ancora buono e si procede. Su altri diventa negativo, e l’unica scelta sensata è tenerli fuori o alzare il prezzo su quel canale.

Dal calcolo esce anche la selezione: quali articoli portare, in che ordine, con che prezzo.

Vendere in perdita con entusiasmo è la cosa più facile che si possa fare su un marketplace.

Prezzo e marca:
due problemi che arrivano insieme

Chi vende sui marketplace prima o poi incontra due situazioni, ed è meglio arrivarci preparati.

Su questi canali certe merceologie funzionano e altre no, e a Ancona ci sono le une e le altre.

Nell’anconetano cantieristica navale, meccanica e agroalimentare convivono con il porto e con un turismo in crescita. Un tessuto di medie imprese che esportano molto.

Se accanto ai marketplace serve anche un negozio vostro, la pagina è e-commerce a Ancona.

La guerra di prezzo. La ricerca interna premia il prezzo basso e qualcuno scenderà sempre. Inseguire fino a margine zero è una strada senza fondo. Si esce con prodotti che gli altri non hanno, confezioni diverse, servizio migliore o schede che spiegano perché costate di più.

I rivenditori non autorizzati. Se la vostra marca è già lì venduta da altri, spesso a prezzi che rovinano il canale, serve una politica: chi può vendere, a quali condizioni, con quali listini.

Su questo si può intervenire, con gli strumenti di tutela del marchio previsti dai canali e con accordi commerciali a monte.

Chi non presidia il proprio marchio sui marketplace lo trova presidiato da altri, e alle loro condizioni.

Il team:

Chi lavora
ai vostri canali di vendita


Gestire un marketplace è un lavoro quotidiano, non un progetto che finisce.

Servono persone che sappiano leggere i numeri del canale, scrivere schede che compaiano nelle ricerche, seguire prezzi e disponibilità, gestire le campagne interne e rispondere a chi scrive entro i tempi richiesti.

In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, e su questi progetti la vicinanza fra chi scrive i contenuti e chi guarda i dati fa risparmiare settimane.

Siamo attivi a Ancona e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.

Il lavoro si fa a distanza, tranne quando bisogna vedere il magazzino.

Quanto costa vendere sui marketplace:
quattro voci da mettere in fila

Il costo non è quello dell’abbonamento al canale, che è la voce più piccola.

Le commissioni. Una percentuale su ogni vendita, diversa per categoria. È la voce principale e va inserita nel prezzo prima di pubblicare, non scoperta dopo.

La logistica. Spedizione, imballo e resi. Se usate il magazzino del canale, le tariffe si aggiungono e cambiano nel tempo.

La pubblicità interna. Su molti canali senza spinta a pagamento i prodotti nuovi non si vedono. Va considerata fissa, non straordinaria.

La gestione. Contenuti, prezzi, disponibilità, assistenza a chi scrive. Che la faccia l’azienda o noi, è tempo di qualcuno.

Il conto si fa per prodotto, non sul totale. È l’unico modo per sapere cosa tenere.

Quanto costa vendere su Amazon o su altri marketplace?

L’abbonamento al canale è la voce più piccola e quella di cui si parla di più.

Il costo vero è la commissione su ogni vendita, che cambia parecchio da categoria a categoria. A quella si aggiungono la logistica, i resi e la pubblicità interna, che su molti canali serve perché i prodotti nuovi vengano visti.

Poi c’è la gestione: prezzi, disponibilità, contenuti e assistenza. È tempo di qualcuno, che sia vostro o nostro.

Il modo giusto di guardare il conto è per singolo prodotto: prezzo meno commissione, spedizione, imballo, quota resi e pubblicità. Quello che resta dice se quel prodotto su quel canale ha senso. Spesso alcuni sì e altri no.

Serve fare pubblicità dentro il marketplace?

Su quasi tutti i canali sì, almeno all’inizio, e conviene metterlo a budget da subito.

Un prodotto nuovo non ha storico di vendite né recensioni, quindi la ricerca interna non ha motivo di mostrarlo. La pubblicità interna serve a dargli le prime vendite, che a loro volta lo fanno salire.

È una spesa che va calcolata dentro il margine del prodotto, non considerata straordinaria. Nei conti che facciamo la mettiamo sempre.

Dopo qualche mese, sui prodotti che hanno preso posizione e recensioni, la spesa si può ridurre. Su altri resta necessaria per sempre, e se il margine non la regge quel prodotto su quel canale non conviene.

Posso collegare il marketplace al mio gestionale?

Sì, ed è quasi sempre necessario appena si superano poche decine di prodotti.

Il collegamento fa viaggiare disponibilità, prezzi e ordini senza che nessuno li ricopi. Su questi canali è ancora più importante che sul proprio sito: vendere un prodotto che non avete porta a penalizzazioni sull’account, non solo a un cliente scontento.

Per i gestionali diffusi esistono strumenti già pronti che collegano più canali insieme. Per situazioni particolari si costruisce un collegamento su misura.

È una delle prime cose che verifichiamo, perché determina quanto lavoro manuale resterà in azienda ogni settimana.

Altri vendono i miei prodotti su Amazon senza accordo. Si può fare qualcosa?

Sì, e va affrontato su due piani insieme.

Il primo è quello degli strumenti: i canali hanno programmi di tutela del marchio che, registrando il marchio, permettono di controllare le schede dei propri prodotti, correggere contenuti sbagliati e segnalare chi vende in violazione.

Il secondo è commerciale, ed è quello che risolve davvero: stabilire chi può rivendere, a quali condizioni e con quali listini. Molte situazioni fuori controllo nascono da un rivenditore che smaltisce stock e rovina il canale a tutti.

Presidiare il marchio prima è meno faticoso che riprenderselo dopo, quando ci sono già dieci venditori sulla stessa scheda.

Quanto tempo serve per partire?

Dalle quattro alle otto settimane, se il materiale c’è.

La prima parte è la verifica dei margini e la scelta dei prodotti, che richiede pochi giorni ma va fatta con i vostri numeri veri. Poi c’è l’apertura e la configurazione dell’account, che su alcuni canali comporta verifiche e tempi non comprimibili.

La parte più lunga sono i contenuti dei prodotti: titoli, campi tecnici, immagini a norma. Su cinquanta prodotti sono settimane di lavoro.

Le prime vendite arrivano di solito entro il primo mese dalla pubblicazione, ma i numeri che contano si leggono al secondo o terzo, quando il canale ha smesso di trattarvi da nuovi arrivati.

Lavorate anche con aziende fuori dal vostro territorio?

Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.

Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. La gestione dei canali si fa interamente a distanza: si lavora su listini, contenuti e numeri.

L’unico momento in cui vale la pena vedersi è all’inizio, quando serve capire come funzionano magazzino e preparazione degli ordini. La logistica è la parte che determina più di ogni altra se il canale reggerà.

Dopo, gli incontri servono quando si decide di aprire un canale nuovo o di cambiare impostazione.

Cosa succede se voglio smettere di vendere su un canale?

Si può fare, e va fatto in modo ordinato per non lasciare danni.

La parte delicata sono gli ordini in corso e i resi, che vanno gestiti fino alla fine secondo le regole del canale: chiudere lasciando pratiche aperte porta penalizzazioni e trattenute.

Se avete usato il loro magazzino, lo stock va fatto rientrare, e ha un costo che conviene conoscere prima.

Va messo in conto anche un aspetto commerciale: i clienti acquisiti su quel canale non erano vostri, quindi non li portate via. È l’altra faccia dello scambio che si accetta aprendo, e il motivo per cui consigliamo di costruire in parallelo anche un canale proprio.

Conviene vendere sui marketplace o avere il proprio e-commerce?

Nella maggior parte dei casi la risposta sensata è entrambi, ma con ruoli diversi.

Il marketplace porta volume subito, perché il traffico esiste già. In cambio prende una commissione e soprattutto tiene il rapporto con chi compra: quella persona resta cliente loro.

Il negozio proprio richiede di costruire traffico, che costa tempo e denaro, ma il margine è pieno e i clienti sono vostri, quindi potete farli tornare.

La combinazione che funziona spesso è: marketplace per far girare il magazzino e farsi conoscere, negozio proprio per costruire clienti che riacquistano. Quanto pesare l’uno e l’altro dipende dai vostri margini, non da una regola generale.

Margine:

Prezzo meno commissione, spedizione, imballo, resi e pubblicità interna. Il conto si fa per prodotto, prima di pubblicare.

Selezione:

Quali articoli portare e quali tenere fuori. Caricare tutto il catalogo fa vendere i prodotti su cui si guadagna meno.

Amazon:

Volumi alti e regole severe su tempi e resi. Funziona con prodotti riconoscibili e disponibilità costante.

eBay:

Meno rigido, buono per ricambi, articoli tecnici e nicchie. Il pubblico cerca anche il pezzo difficile.

Portali:

Moda, casa, fai da te, elettronica. Meno traffico e molto più mirato: spesso rendono più in proporzione allo sforzo.

Titoli:

Scritti come cercano le persone, non come li chiamate a catalogo. È il campo che pesa di più nella ricerca interna.

Vendi già su Amazon e il margine non torna? Rifacciamo il conto prodotto per prodotto: quasi sempre salta fuori un gruppo di articoli che vende sottocosto.

Dicono di noi:
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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K Koci
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Professionisti ... consigliatissimo.
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F Bolasco
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Ho lavorato con Dexa in tutto il 2025 in qualita' di Marketing Director per Dalla Corte macchine caffe' professionali. Insieme abbiamo realizzato molti progetti entusiasmanti dal lancio nuovi prodotti ad attività' di Brand Identity e social media management. Una realta' molto strutturata e professionale.
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Roseanna
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Abbiamo collaborato con Dexa per la realizzazione della campagna di lancio di due prodotti Dalla Corte, il team è molto competente.
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G veraldi
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Lavorare con Loris e il suo team e’ un vero piacere.Dei veri professionisti!!
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P POLIGNANO
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Collaboriamo con questa società per le attività di marketing e comunicazione e la nostra esperienza è molto positiva. Il team è professionale, disponibile e sempre pronto a fornire risposte chiare e soluzioni efficaci. Apprezziamo la loro preparazione e l’impegno nella formazione continua, che consente di rimanere aggiornati anche sull’utilizzo delle nuove tecnologie, oltre al fatto che si tratta di un gruppo creativo e molto piacevole con cui lavorare, in cui si percepisce un clima positivo e una buona valorizzazione delle persone. Una collaborazione che apprezziamo e che consigliamo.
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M Lazzaroni
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Lavorare con la squadra di Loris è un vero piacere, oltre alla competenza tecnica, quello che colpisce è l'entusiasmo che mettono in ogni progetto. Sono sempre disponibili e hanno l'ottima capacità di comprendere le necessità del cliente senza perdite di tempo. Pienamente soddisfatto del lavoro svolto!
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